Gli Jenga games e la loro evoluzione – parte 2
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Il procedimento utilizzato dai due contentendi al contrario è quello delle cosiddette costruzioni “spinali”, caratterizzate cioè dalla presenza di più mattoni per piano i quali, oltre a fornire maggiore ampiezza, fungono da contrappeso. Fino a 19 elementi la cosa sembra funzionare (2,27 di sporgenza contro 1,47 della pila armonica), ma poi si presenta un’irregolarità e la costruzione deve essere modificata di conseguenza con l’aggiunta di altri mattoni per ogni piano nonchè di una pila centrale per controbilanciare la struttura (figura sotto).Per trovare la giusta combinazione i ricercatori hanno prima studiato il problema a livello fisico, individuando la corretta distribuzione delle forze che entrano in gioco per ottenere la sporgenza massima, e successivamente calcolato, avvalendosi di un potente computer, la giusta configurazione. Il procedimento è stato ripetuto fino a 30 mattoni, per numeri maggiori il calcolatore avrebbe avuto bisogno di anni per trovare la sequenza ottimale di mattoni.
Ci sono infine persone che, avvalendosi dei soli mattoncini, riescono a riprodurre costruzioni famose in scala. In questo gioco occorre avere molta preparazione, tempo da spendere ma soprattutto, come mostra il video sotto, una quantità industriale di pazienza e self-control specialmente di fronte a soggetti molesti.

Posted: December 27th, 2008 under matematica, scienze.
Comments: 1
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Pingback from Gli Jenga games e la loro evoluzione – parte 1 | il matemagico
Time: December 29, 2008, 1:55 pm
[...] A domani per la seconda parte [...]






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